Studio Guido Moretti

ABITARE IL DESERTO

 

Guido Moretti

ABITARE IL DESERTO
Edizioni Tipoarte Bologna 2007

Pagine: 144
N. illustrazioni: 124
Formato: 205x210






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“Immaginate un riparo nel deserto prima di costruire una casa dentro le mura della città” (G. K. Gibran).
L’habitat primordiale - la caverna - è il frutto di un'azione sottrattiva, che riconosciamo negli insediamenti ipogei del basso Maghreb: le classiche architetture a pozzo abitato di Matmata e Gaharian. Ambienti sotterranei disposti a raggiera attorno al grande pozzo centrale a cielo aperto: da qui si guarda il cielo e qui si conserva l'acqua nella cisterna sotterranea e si custodisce il fuoco per la comunità, protetti dal calore, dal vento e dalle aggressioni nemiche. Passaggio decisivo è dalla struttura ipogea alla casa a patio, che con l'emergere fuori terra libera l’abitazione dai vincoli dei siti predisposti, trasferendo le opportunità del sistema a pozzo al sistema a patio. Oltre a svolgere una funzione centrale nell’organizzazione della casa, il patio migliora i benefici climatici della struttura ipogea poiché ricrea le condizioni del camino, che aspira aria calda dall'interno delle camere e, con le sue pareti in parte al sole e in parte all'ombra, produce un movimento d'aria tra le aperture dei piani superiori, oltre a rilasciare aria fresca dai suoi strati inferiori. Altre risorse, esplorate e impiegate nei millenni dai popoli dei deserti, costituiscono l'inestimabile patrimonio di saperi che ha da sempre consentito di attenuare l'asprezza delle condizioni di vita, fino produrre altissime forme di civiltà e di cultura là dove apparentemente neppure la sopravvivenza sembrerebbe assicurata.
Accorgimenti e tecniche che sono stati impiegati per una costruzione in terra cruda nel deserto algerino su progetto e direzione dell'autore: La Casa de la Mujer, un Centro polifunzionale realizzato con finalità umanitarie nella zona di Rabouni (Tindouf), dove vivono i rifugiati Saharawi grazie agli aiuti internazionali. Il Centro è destinato all'’Unione Nazionale delle Donne Saharawi, per attività formative indirizzate all'impiego della strumentazione informatica.
Prefazione di Anna Barozzi