Guido Moretti. Ingegnere, è stato docente-ricercatore di Progettazione Urbanistica presso il Dipartimento di Architettura e Pianificazione Territoriale dell’Università di Bologna ed è libero professionista con studio a Bologna.
Sul fronte della ricerca si occupa di temi relativi all’ambiente costruito nelle diverse condizioni ambientali, con particolare attenzione ai saperi smarriti del fare architettura, sui quali ha pubblicato numerosi lavori che, come volumi monografici, assommano a più di trenta. Tra questi, "Sorride l'aurora" ha vinto il premio speciale della giuria ITAS presieduta da Mario Rigoni Stern.
Presso l'Università di Bologna ha fatto parte del corpo docente del Corso Internazionale di Perfezionamento sul Paesaggio, del Master Universitario in “Architettura Ecosostenibile”, del Comitato Scientifico del Laboratorio di Ricerca sulle Città per l’Istituto di Studi Superiori.
Sui temi ambientali ha svolto incarichi e consulenze per il Parco Nazionale dello Stelvio, il Parco Naturale Adamello Brenta, il Parco Naturale delle Alpi Marittime, il Servizio Foreste Demaniali della Provincia di Trento, la Comunità delle Valli Giudicarie, il Servizio Aree Protette della Provincia Autonoma di Trento.
Il suo progetto di ristrutturazione della Baita Premessaria a Paneveggio (TN) è stato selezionato e presente al Padiglione Italia della Biennale Architettura Venezia 2018.
Ha vissuto qualche tempo ad Algeri e ha operato in vari paesi del Medio Oriente e dell’Africa con progetti di urbanistica e di architettura, tra cui una Moschea a Tripoli, Libia. È stato membro dell’Equipe che ha redatto il Piano di Ristrutturazione della Casbah di Algeri e il suo progetto “La Casa de la Mujer”, realizzato in terra cruda per l’Unione delle Donne Saharawi a Rabouni nel Sahara algerino, ha ricevuto la Nomination per l’Aga Khan Award for Architecture 2008 - 2010.
Ha condotto studi e ricerche sulle tecnologie della terra cruda e il raffrescamento passivo degli edifici in zone aride, raccolti nei volumi che compongono la "trilogia" del deserto: La Casa di Hatra, Deserti e Segni, Abitare il deserto, cui si aggiungono i più recenti Taccuini di Viaggio dedicati alla popolazione Saharawi, alla Pentapoli del M’Zab e al Sahara.
A Bologna, tra i numerosi progetti realizzati, va segnalato l’Hotel Savoia Regency che ha ospitato il G7 dell’Ambiente.
Svolge attività di cooperazione internazionale per il Popolo Sahrawi in Algeria con l’ong CISP, Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli e con l’onlus Pace Adesso - Peace Now che opera in ambito locale e in varie parti del mondo.
È stato membro di Commissioni giudicatrici di concorsi nazionali e internazionali di architettura e Presidente della Commissione per la Qualità Architettonica e il Paesaggio del Comune di Bologna. È membro del Comité International de Parrainage de la Fondation Déserts du Monde con sede ad Algeri.
È chiamato per lezioni magistrali e conferenze sui temi delle materie trattate.
Non secondaria è l'attività di disegno industriale, per la quale ha ricevuto riconoscimenti in campo internazionale con due prodotti a sua firma - Marposs E4 e Marposs E35 - presentati all'Expo Tsukuba '85 e all'Expo Vancouver '86, e un prodotto - Viro safe RAM 7 - con segnalazione al Compasso d'Oro '86.
Insieme al figlio Francesco, architetto, svolge attività professionale e di ricerca presso il suo studio di Bologna, operando su tutto l’arco della progettazione architettonica e urbanistica, con lavori pubblicati su riviste specializzate e di divulgazione.
Attività artistica
Ha iniziato il suo percorso pittorico a olio come giovane allievo del pittore bolognese Guido Bugli. Successivamente ha portando avanti una ricerca di espressione figurativa dedicata al paesaggio, spesso con figura umana, in territori desertici e montani, affrontata sia in pittura ad acrilico che attraverso il disegno dal vero.
Parallelamente ha sviluppato un ampio progetto di taccuini di viaggio: dodici volumi pubblicati, ciascuno contenente da 200 a 300 disegni a matita realizzati a seguito delle permanenze in città, vallate alpine e zone desertiche e delle ricerche ad esse correlate.
Il nucleo del suo lavoro si fonda sul dialogo tra pittura, memoria del viaggio e archivio disegnato, con un’attenzione particolare al paesaggio vissuto e alla sua dimensione narrativa.
Mostre
La rassegna personale di sue opere in Strada Maggiore a Bologna, presso lo show room Starch - Knoll e Tecno nel novembre 2022, ha visto tra l’altro la partecipazione dell’attrice Kasia Smutniak come madrina dell’evento per la presentazione del Taccuino sull’Upper Mustang - Ultimo Tibet, omaggio alla Solar School di Ghami da lei realizzata per la valorizzazione delle tradizioni tibetane in quei luoghi remoti.
La mostra “L’Arduo Cimento - Abitare la montagna, abitare il deserto” ha avuto luogo invece tra luglio e settembre 2025 nel restaurato antico Palazzo Migazzi di Cogolo, Val di Sole, con 85 opere di disegno e pittura come scenario all’illustrazione narrata dei saperi dei popoli del grande caldo e del grande freddo per vincere le severe condizioni di quegli habitat.
Nell' l’estate 2026 ha avuto luogo la mostra “Minimalia - Piccola flora alpina al margine del sentiero” a Pellizzano in Val di Sole con 36 disegni originali a matita colorata, corredati di citazioni letterarie da Dante a Pascoli e Leopardi e schede botaniche divulgative.
Per l'ottobre 2026 è programmata a Bologna nel prestigioso palazzo Pepoli, sede del Museo della Storia della Cittò di Bologna, la grande mostra aggiornata e rivisitata "L'Arduo Cimento, Abitare la montagna, abitare il deserto" con 100 opere esposte e 600 disegni presentati in loop da tre diversi video, con alterttanti la cui voce narrante illustra i saperi millenari dei popoli del grande caldo e del grande freddo per vincere le severe condizioni di quegli habitat.
Hanno scritto di lui:
Eugenio Riccòmini, Pier Luigi Cervellati, Fabio Roversi Monaco, Ivano Dionigi, Sergio Toppi, Stefano Bonaga, Anna Barozzi, Piero Sartogo, Sherif Rahmani, Sergio Graifenberg, Ulrico Spaur, Roberto Pinter, Claudio Ferrari, Michele Lanzicher, Mario Brunello, Mario Rigoni Stern, Franco Panizza, Fortunato Turrini, Maria Pace Marzocchi, Kasia Smutniak, Jigme Singhe Palbar Bista, Annibale Salsa, Gianluca Cepollaro, Fabrizio Torchio, Daniele Benfanti, Pietro Ruffo e altri.
Sue opere fanno parte di collezioni private a Bologna, Milano, Roma, Friburgo, Algeri, Lo Manthang (Nepal).
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