Studio Guido Moretti

 

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Masterplan dell'area di Plan - Somrabbi - Piazzola
nel Parco Nazionale dello Stelvio (Comune di Rabbi)



Settembre 2018



















link: file pdf Relazione generale

 

 

 

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Architettura tradizionale nelle Giudicarie
Indirizzi a supporto della pianificazione territoriale dei comuni


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Consorzio Tutela Proprietari Edifici Sparsi nel Parco Nazionale dello Stelvio

Guido Moretti

VIVERE LA MONTAGNA
Trento 1996
Pagine: 132
N. illustrazioni: 85
Formato: 210X297

Sviluppare nuove forme di attività che permettano di lavorare in montagna vivendo in montagna e quindi di non abbandonarla, certo non è impresa facile, ma è uno sforzo che nasce da un profondo attaccamento alle proprie origini, alla propria terra e al proprio ambiente. Rimanere in montagna, infatti, significa soprattutto impegnarsi a conservare il territorio di montagna, arginando, almeno dove possibile, 1’inevitabile degrado conseguente all’abbandono della popolazione, principalmente giovane, che spesso si trasferisce nei centri urbani alla ricerca di attività più "comode" (e forse anche più remunerative) di quelle che si possono svolgere in montagna. Indubbiamente lavorare in montagna richiede fatica, duro lavoro e molta dedizione, ma la montagna è sempre stata generosa con 1’uomo, tanto che questi, in molti casi, ne ha sfruttato incondizionatamente le risorse senza preoccuparsi delle conseguenze, ed è per questo che oggi ci si sta accorgendo che la montagna va protetta. E proteggerla non significa solo non abbandonarla, ma anche e soprattutto trovare forme di attività che siano compatibili con la salvaguardia dell'ambiente e del territorio, oltre che remunerative. È proprio in questo senso che si è impegnata la cooperativa "Consorzio Tutela Proprietari Edifici Sparsi nel Parco Nazionale dello Stelvio" con il progetto "Vivere la Montagna", un progetto che prevede il recupero architettonico-ambientale di determinate zone delle valli di Pejo e Rabbi ai fini di una valorizzazione anche in ambito turistico, sviluppando però forme di turismo alternativo, che siano innanzitutto ecocompatibili e che abbiano quale protagonista principale la montagna, con il suo patrimonio naturale e la storia, le tradizioni, la cultura delle sue genti.







Selazione di pagine

 

 

 

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Guido Moretti

L'EVOLUZIONE DELLA QUALITÀ DELLA VITA
NELLA PROVINCIA DI BOLOGNA
Maggioli Editore Rimini, 1992
Pagine: 195
N. illustrazioni: 45
Formato: 170x240

link: Maggioli Editore Rimini

Tutti conosciamo il malessere che deriva dalla congestione, dall’inquinamento, dai costi insediativi e, in generale, dall’inefficienza della città, Cosi come tutti, d’altra parte, riconosciamo I’attrazione che la città induce, come espressione massima della forma di convivenza e come luogo centrale della cultura, della capacità di innovazione e del progresso economico di una popolazione. Nasce allora un’esigenza, profondamente sentita, di cogliere il grado di «vivbilità» dell’ambiente urbano e, più in generale, del territorio, in una fase che vede messo in discussione I’intero sistema insediativo e il ruolo della città in particolare. La "misura" di quel malessere o di quell’attrazione costituisce I’oggetto degli studi attorno alla qualità della vita. D’altra parte oggi si presenta un pericolo introdotto dalla diffusione della strumentazione informatica, la grande disponibilità dei dati che, legati da correlazioni interne piu o meno latenti, possono portare ad effetti imprevedibili di «oscuramento» o a restituzioni ovvie, se utilizzati in modo indifferenziato, Quindi I’obbligo di "selezionare" gli indicatori rappresentativi, con criteri di massimo rigore metodologico. Questo studio analizza la realtà provinciale di Bologna per il periodo 1961-1981, su base comunale. Per consentire l’aggiornamento costante dei risultati e I’estensione del lavoro ad altri ambiti, si è imposto che i campi di interesse siano descritti da indicatori "disponibili" in modo omogeneo per tutto il territorio nazionale e per il periodo oggetto di studio. Inoltre, per facilitare I’approccio anche ai non addetti, il volume è corredato di un’appendice sui metodi di classificazione dei fenomeni e di un glossario dei termini usuali nelle analisi territoriali.






Selazione di pagine

 

 

 

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Guido Moretti

LE TRASFORMAZIONI TERRITORIALI NELLA PROVINCIA DI BOLOGNA
Tecnofoto Bologna 1988
Pagine: 188
N. illustrazioni: 158
Formato: 210X297


I proponimento di questo lavoro è di tratteggiare un quadro sintetico delle trasformazioni territoriali che si sono manifestate nella provincia di Bologna o partire dagli anni cinquanta, privilegiando gli aspetti di tendenza, emergenti o singolari, che. pur nei limiti Imposti dogli indicatori presi a riferimento, siano In grado dl assicurare originalità dl approccio e carattere di compiutezza a un’indagine su territori già ampiamente studiati. La ricerca si articola In sezioni che hanno lo scopo dl mettere in evidenze i fattori dl relazione che stanno alla base delle trasformazioni, con particolare interesse per le dinamiche insediative che hanno avuto luogo sul nostro territorio. Congiuntamente all’analisi, condotta su base comunale dal 1951 al 1981, la ricerca è corredata da un capitolo che si avvale della rappresentazione sullo spazio cartesiano degli indicatori risultati significativi, per fornire una immediata visualizzazione comparativa dell'evoluzione dei fenomeni. Segue uno parte dedicata alla valutazione quantitativa del grado di correlazione, mediante I’applicazione di un particolare procedimento analitico ad una gamma mirata di indicatori. Completa ii lavoro un cospicuo materiale documentativo, impostato sull’elaborazione originale di tavole tematiche presentate in serie storica, che, oltre lo diretta consultazione, renderanno possibili aggiornamenti nel tempo e innesto di analisi più estese. Lo scelta di utilizzare fonti come i Censimenti ISTAT, indispensabili strumenti d’indagine sulle problematiche riguardanti I’organizzazione della popolazione e degli insediamenti, risiede infatti principalmente nelle possibilità di confronto e di aggiornamento a dimensione nazionale che tale documentazione consente. A questo tipo di opportunità si è prestato il massimo interesse, sia sul piano scientifico che su quello didattico ed è questa la ragione per cui lo spazio riservato al corredo documentativo non è da intendersi come semplice allegato, bensì come porte integrante di un lavoro in evoluzione.

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Andrea Cammelli, Franco Degli Esposti, Luciana Malavasi, Guido Moretti
USO SOCIALE DEL PATRIMONIO ABITATIVO NEI CENTRI STORICI DELL'EMILIA-ROMAGNA - Documenti/4
Istituto per i Beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna
Bologna, 1978
Pagine: 164
N. Illustrazioni: 12
Formato: 170 x 240

link: Istituto per i Beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna>

La ricerca sulle condizioni di uso del patrimonio abitativo nei diciotto centri storici maggiori dell'Emilia-Romagna rappresenta una componente assai impegnativa del programma di lavoro dell'lstituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna sul problema dei centri storici. La prospettiva nella quale il problema viene affrontato è quella di una politica delta conservazione che non solo sia pienamente consapevole delle condizioni del contesto sociale e degli attuali modi di uso del patrimonio abitativo, ma individui in questi stessi fattori gli elementi fondamentali da cui avviare una corretta ed efficace linea di intervento. In tal modo può essere praticato il superamento di qualsiasi tendenza accademica o "separata", sempre possibile in questo settore, e può essere pienamente sviluppato il ruolo dell'lstituto nel processo di programmazione regionale. Una ricerca, dunque, finalizzata a individuare le condizioni reali in cui si trova il patrimonio edilizio e abitativo storico, nella convinzione che solo all'interno di un sistema di corretti modi di uso di tale patrimonio possano essere assicurate le condizioni di una efficace politica di tutela. E' questa la ragione per cui la presente ricerca viene applicata ai centri storici maggiori delta regione, quelli cioè corrispondenti a vere e proprie aree urbane, in cui si sviluppano attualmente pericolosi processi di uso distorto delle risorse urbane. Ci riferiamo piu in particolare alla tendenza dei centri storici alia terziarizzazione, ai fenomeni di espulsione dei ceti più deboli, alle ristrutturazioni speculative, alla presenza sempre piu preoccupante delle grandi agenzie sul mercato immobiliare, al sottoutilizzo del patrimonio abitativo. Si tratta di processi che riguardano in larghissima misura i centri maggiori e consentono di selezionare, come è stato fatto, le aree in cui fenomeni di degrado assumono un carattere particolarmente attivo in conseguenza dei processi sopra indicati.

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Marcello Balbo
Corrado Baldi
Lamberto Dehò
Guido Moretti
Daniele Pini
Silvana Sartori
Rachid Sidi Boumedine

ÉTUDE POUR LA RÉNOVATION E LA RESTAURATIUON DE LA CASBAH D'ALGER
République Algerienne Démocratique et Populaire
Présidence du Conseil, Alger 1972
Pagine: 280
N. illustrazioni: 65
Formato: 210 x 270


La rénovation et la restructuration de la Casbah doivent être inserées dans les perspectives et dans les directives du developpement et de I'amenagement de l’agglomeration d’Alger. Plusieurs raisons ne nous permettent pas de considerer la Casbah comme une " île " coupèe du reste de la ville, bien qu'elle apparaisse comme un site unique pour Alger. L'unicité de la Casbah demeure surtout dans les caractères et les qualités de son environnement, a savoir dans les rapports qui s'etablissent entre certains modes de vie et Ie cadre physique. Toutefois, la degradation des systemes socio-culturels et I'obsolescence du tissu urbain posent des problemes très urgents. Les causes de ces phenomenes resident surtout dans les conditions economiques minables qui caracterisent la population de la Casbah et I'on ne peut envisager une veritable rénovation de la Casbah ou un reaménagement de ses problèmes sans les avoir abordés, au prealable. Cependant, ces problemes ne caracterisent pas seulement la Casbah: ils sont communs à plusieurs quartiers de l’agglomeration d'Alger et peuvent être resolus seulement dans Ie cadre de la planification urbaine a une plus large echelle. C'est pour cela que I'étude de la Casbah doit se référer à la ville tout entiere, particulierement en ce qui concerne les aspects socio-economiques.


Selazione di pagine

 

 

 

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